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IL TELELAVORO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:

Cosa dicono le leggi:

L' art 4 della Legge 16 giugno 1998, n. 191 (Bassanini ter) stabilisce che:
"le Amministrazioni pubbliche possono avvalersi di forme di lavoro a distanza", autorizzando "i propri dipendenti ad effettuare, a parità di salario, la prestazione lavorativa in luogo diverso dalla sede di lavoro, previa determinazione delle modalità per la verifica dell'adempimento della prestazione lavorativa".

Il DPR 8 marzo 1999 n.70:
a) Definisce il telelavoro come: "la prestazione di lavoro eseguita dal dipendente di una delle amministrazioni pubbliche in qualsiasi luogo ritenuto idoneo, collocato al di fuori della sede di lavoro, dove la prestazione sia tecnicamente possibile, con il prevalente supporto di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che consentano il collegamento con l'amministrazione cui la prestazione stessa inerisce"

b) Determina che i criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva "consentano di valorizzare i benefici sociali e personali del telelavoro"

c) Specifica che "nell'ambito degli obiettivi fissati annualmente, l'organo di governo di ciascuna amministrazione, sulla base delle proposte dei responsabili degli uffici dirigenziali generali o equiparati, individua gli obiettivi raggiungibili mediante il ricorso a forme di telelavoro, destinando apposite risorse per il suo svolgimento"

Il 24 marzo 2000 è stato siglato l'Accordo-quadro tra ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale nel pubblico impiego) e le organizzazioni sindacali del settore pubblico.
L'accordo prevede che l’assegnazine dei dipendenti della pubblica amministrazioneai progetti di telelavoro “deve consentire al lavoratore pari opportunità “(art.4, comma 2)

Fra i Criteri di scelta per l'assegnazione dei dipendenti al telelavoro stabilisce la priorita a quei lavoratori che si trovino in situazioni di handicap tale da rendere difficoltoso il raggiungimento del luogo di lavoro.

L'accordo definisce inoltre le tipologie di telelavoro: "lavoro a domicilio, lavoro mobile, decentrato in centri - satellite, servizi in rete o altre forme flessibili anche miste, ivi comprese quelle in alternanza" (art.5, comma 1).

Sono a carico delle amministrazioni le spese di manutenzione e di installazione nonche quelle relative al "mantenimento dei livelli di sicurezza" (art. 5).
Le amministrazioni provvedono inoltre a formare il telelavoratore con iniziative:
"tendenti a garantire un adeguato livello di professionalità e di socializzazione" (art. 5).

L’ accordo definisce i diritti e gli obblighi del telelavoratore (art.6) e detta le condizioni per istituire presso l’Aran di un Osservatorio, che avrà il compito di: “raccogliere dati e informazioni circa l'andamento delle esperienze in corso, il loro impatto sul funzionamento dell'amministrazione e sull'organizzazione di vita dei lavoratori” (art. 7).

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Accordo-quadro tra ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale nel pubblico impiego) e le organizzazioni sindacali del settore pubblico 24 marzo 2000)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 MARZO 1999, N. 70.

Legge 16 giugno 1998, n. 191

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